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Furti nelle attività: in un anno spariti 2,3 miliardi. Le 10 province dove si ruba di più

Italia, terra di taccheggiatori.Ehh si. Non è un modo di dire, sono i dati che lo confermano. L’anno scorso i ladri che si sono aggirati tra gli scaffali dei nostri negozi sono riusciti a sgraffignare beni e prodotti per un valore di circa 2,3 miliardi di euro. È come se tra gennaio e dicembre fossero sparite circa 22.614 Porsche Carrera.

Ma la brutta notizia, per il consumatore, è un’altra. Tutte le aziende, ovviamente, scaricano i costi dei furti e degli impianti di sicurezza sul cliente, aumentando il prezzo dei prodotti. Questo significa, secondo i dati del 2016 elaborati dai ricercatori, che i taccheggiatori hanno virtualmente costretto ogni italiano – neonati e anziani compresi – a sborsare 56 euro per permettere alle aziende di coprire le perdite e gli investimenti realizzati per pizzicare i ladri. I settori più colpiti sono quelli dell’abbigliamento (dove i capispalla sono i più ‘richiesti’ dalle varie Bande Bassotti che scorrazzano in Italia) , della grande distribuzione (con alcolici e dolci in cima alle preferenze) e i negozi di scarpe. Le regioni con il valore più elevato di differenze inventariali sul fatturato medio – e quindi dove si presume che i ladri siano più attivi – sono Campania (1,4%), Puglia (1,4%) ed Emilia Romagna (1,3%). Anche se moltissime province non hanno comunicato i propri dati ai ricercatori, Agrigento è la città in cui si ruba di più (2,84%). I topi degli scaffali sono molto affezionati anche a Parma (2,43%) e a Como (2,33%). Le mani leste di Siena non fanno sfigurare la città del Palio, che si classifica appena fuori dal podio con l’1,82%.

Le zona calde sono la bassa padana, tra Alessandria e Bologna, le province di Bari e Brindisi e l’area compresa tra Napoli e Cosenza. «Si tratta – spiegano i ricercatori – di zone interregionali attraversate da importanti vie stradali». Gli ammanchi sono più alti nei negozi situati in aree più periferiche, in comuni piccoli, poco popolati, con Pil pro capite inferiore alla media e tassi di disoccupazione giovanile superiori alla media.

Secondo lo studio, sono in aumento i furti organizzati sia da micro bande di due o tre persone sia da veri e propri gruppi criminali, che aspettano la notte per introdursi nei negozi e ripulire quasi completamente i locali. L’identikit del taccheggiatore che opera in Italia è abbastanza preciso: le fasce di età più ricorrenti sono 18-25 e 26-40 anni tra gli uomini e 26-40 tra le donne. «In termini di nazionalità – fa notare l’analisi – prevalgono i soggetti dell’Est Europa». Il metodo più utilizzato è quello della ‘borsa schermata’, con fogli di alluminio o simili nella fodera per ingannare i sensori anti taccheggio.

Concludendo

Un fenomeno in grande aumento quindi, secondo studi recenti, a causa della persistenza della crisi economica di questi anni sono gli Ammanchi e le Differenze Inventariali. Troppo spesso attività commerciali, come negozi, supermercati, ecc., si trovano a dover affrontare questo problema impreparati e soli. Si tratta di serio rischio che le attività commerciali corrono: basti pensare che, sul lungo termine, ciò potrebbe determinare perdite ingenti e significative per il mantenimento dell’attività stessa. E, se sul breve termine, influiscono solo sulle entrate del negozio, a lungo andare portano ad un aumento non indifferente del valore delle merci (influendo negativamente, così, sul fenomeno della compravendita).

Sempre più raramente, quindi, si tratta di piccoli furti casuali: le organizzazioni di veri e propri gruppi di taccheggiatori “di professione” aumentano esponenzialmente. altri casi, invece, gli atti illeciti e sleali sono messi in atto da dipendenti, come cassieri o commessi.

Le Investigazioni per Ammanchi e Differenze Inventariali sono delle operazioni svolte dall’investigatore privato e dai suoi collaboratori, al servizio del cliente che si scopra vittima di tale abuso. 

Il servizio di investigazioni per differenze inventariali ed ammanchi hanno come fine quello di raccogliere un numero quanto più importante possibile di informazioni, utili ad individuare le cause degli ammanchi di merce e, nel caso di attività commerciali più estese, a scovare i reparti maggiormente colpiti da questi fenomeni. Una volta reperite le informazioni dettagliatamente, si procederà a suggerire alla parte lesa le soluzioni più consone da adottare.

 

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